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Studio Associato Bassetto Campagner De Faveri Studio Associato Bassetto Campagner De Faveri
Istanze in posta con il rischio di tempi lunghi


Da lunedì 11 dicembre cambiano le procedure per la richiesta dei permessi di soggiorno dei cittadini extracomunitari, con l’attribuzione agli uffici postali della competenza ad accettare le domande.

La domanda di rilascio o rinnovo va consegnata all’ufficio postale abilitato, in busta aperta, assieme a tutta la documentazione necessaria e alla marca da bollo da 14,62 euro. Chi rinnova il permesso non deve inserire nella busta il permesso scaduto ma solo la fotocopia. L’impiegato postale lascia una ricevuta che sostituisce a tutti gli effetti l’attuale “cedolino”.

Tutte le domande di soggiorno saranno inizialmente indirizzate al Centro servizi delle Poste, che provvederà a trasmetterle alle Questure competenti.
I tempi di distribuzione delle domande alle Questure e i tempi di lavorazione non sono facili da stimare, anche perché le esperienze delle province campione non sono ancora state rese note. E’ abbastanza ottimistico preventivare un periodo di due o tre mesi prima che l’ufficio immigrazione esprima il proprio parere favorevole alla stampa del permesso di soggiorno, operazione che tuttavia non avviene più negli Uffici della Questura.

Infatti per i permessi di soggiorno che hanno validità superiore a novanta giorni, è previsto il rilascio del permesso elettronico a cura dell’ Istituto Poligrafico dello Stato con tempi di attesa che si avvicinano a tre mesi circa.

Attualmente il costo della procedura (invio della domanda bollata e richiesta del titolo di soggiorno elettronico) è di circa 70 euro a persona.

La ricevuta postale a differenza del cedolino non riporta la dicitura del nuovo motivo di soggiorno ma solo i codici di ingresso (ossia la password) nell’area riservata del sito www.portaleimmigrazione.it.


Quindi il datore di lavoro che intende assumere lo straniero, munito della ricevuta postale che non riporta il motivo della nuova domanda di soggiorno, ha grosse difficoltà, anche perché spesso può succedere che il precedente soggiorno (ad esempio per cure mediche) non consentiva l’esercizio dell’attività lavorativa.

16-12-2006 Istanze in posta con il rischio di tempi lunghi

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