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TFR alla previdenza complementare: obblighi e modulistica
obblighi del datore di lavoro nei confronti dei neoassunti

Il Decreto 252/2005 afferma con chiarezza che una volta destinato il TFR alla previdenza complementare, il lavoratore non può più tornare indietro: anche qualora il rapporto di lavoro in essere al momento della scelta venga meno e ne sia costituito un altro con un diverso datore di lavoro, egli dovrà, nella maggior parte dei casi, versare il proprio trattamento di fine rapporto ad un fondo pensione.

Determinante sarà dunque il ruolo del nuovo datore, che avrà l'onere di conoscere le decisioni prese in precedenti rapporti di lavoro, informare il lavoratore sulle possibili scelte, valutare se le decisioni del lavoratore sono conformi alla legge ed eventualmente destinare, in alcuni casi anche in contrasto con la volontà dell'avente diritto, il TFR alla previdenza complementare. 

Inizialmente, dovrà chiedere al lavoratore che sta per assumere quale sia la sua situazione rispetto alla previdenza complementare. È dunque necessario sottoporre un questionario da far compilare e sottoscrivere al neo-assunto, possibilmente entro il giorno stesso dell'ingresso in azienda, con l'indicazione dei documenti da consegnare per la corretta gestione della previdenza complementare. 

Acquisite le opportune notizie, l'impresa potrà trovarsi ad affrontare svariate situazioni, che sintetizzando sono raggruppabili in due categorie:

A. il TFR è stato destinato alla previdenza complementare nel corso di precedenti rapporti di lavoro. In questo caso il nuovo datore di lavoro dovrà necessariamente versare le quote di TFR o ad un fondo pensione scelto dal lavoratore ovvero, in caso di silenzio-assenso alla scadenza dei sei mesi dall'assunzione, al fondo previsto dal contratto collettivo;

B. il TFR è stato in precedenza tenuto in azienda e liquidato secondo le regole ordinarie previste dal Codice civile. In tal caso il lavoratore può scegliere di:

1. tenere il TFR in azienda esprimendo la scelta tramite il modulo TFR2 da consegnare al nuovo datore di lavoro entro sei mesi dalla data di assunzione;

2. destinare il TFR ad un fondo pensione esprimendo la scelta tramite il modulo TFR2 da consegnare al nuovo datore di lavoro entro sei mesi dalla data di assunzione;

3. lasciar trascorrere sei mesi dalla data di assunzione senza comunicare alcuna decisione, in modo da rendere operativa la regola del silenzio-assenso, con il conseguente versamento del TFR al fondo pensione previsto dal contratto collettivo applicato in azienda.

 

Nella sezione modulistica-download proponiamo il questionario sulla previdenza complementare, il modulo TFR2 ed il modello di autocertificazione da consegnare al lavoratore. Il questionario e l'autocertificazione, una volta compilati e sottoscritti, vanno restituiti allo studio prima dell'assunzione; la consegna del modulo TFR2 è invece una libera scelta che il lavoratore può adottare entro sei mesi dalla data di assunzione.

15-10-2007 Stefano De Faveri


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